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lunedì 4 aprile 2011

PIETRO COCCIOLI: L’ULTIMO VIAGGIO DEL MOBY PRINCE

Per non dimenticare la tragedia, nel ventennale ricorrente il 10 aprile, il cantautore milanese regala il ricavato della vendita di una sua canzone all’associazione Moby Prince (www.mobyprince.it) che cerca di portare un raggio di luce sul buio della vicenda.


Ho conosciuto di persona Angelo Chessa – dice Pietro Coccioli - uno dei due figli del Capitano e sono rimasto colpito dall’entusiasmo e dalla voglia di partecipare a questo mio progetto. Una canzone, in fondo cosa vuoi che sia se non tre minuti di musica e parole. Ma se poi l’ascoltassero migliaia di persone? Questo progetto è autoprodotto e nasce puro. Non inquinatelo e, se invece avete capito quello che ho capito io immaginandomi di essere su quella nave in quella notte maledetta sostenete l’iniziativa, leggete e scrivete su Moby Prince. Ascoltate la mia canzone e fatela ascoltare ai ragazzi che la proietteranno nel futuro per non dimenticarci di 140 uomini come noi”.


La canzone sarà presentata sabato 9 aprile al Nuovo Teatro Delle Commedie di Livorno, in apertuta dello spettacolo “Moby 451” prodotto da Muse (www.associazionemuse.it) , diretto da Elena Lah e Duccio Agresti, realizzato in collaborazione con L’associazione 10 Aprile dei familiari delle vittime, col patrocinio di moltissime regioni italiane, enti e associazioni (locandina in allegato)


IN VENDITA SU

www.pietrococcioli.it



LA VICENDA

10 aprile del 1991, Livorno.

Dalla banchina si stacca lentamente Moby Prince il traghetto dalla moby lines direzione Olbia. Ore 22.00.

Non c’è luna,ed il cielo ed il mare sono scuri, ma non c’è nebbia. Il mare calmo. A bordo 65 uomini dell’equipaggio sotto gli ordini del comandante Ugo Chessa e 75 passeggeri: 140 vite in viaggio verso la Sardegna. La nave è l’ammiraglia della compagnia, ed alle ore 22.03 molla gli ormeggi per la traversata, ma poco dopo essere uscita dal porto va ad impattare con la prua contro la petroliera Agip Abruzzo, ancorata fuori dal porto squarciando la cisterna numero 7 contenente 2700 tonnellate di petrolio che si riversano su Moby Prince incendiandolo.

140 vittime.

I soccorsi partiti con inspiegabile ritardo, il processo conclusosi attribuendo come unica colpa la nebbia (inesistente) e la responsabilità del comandante che non era ai posti di comando.

Questo è quello che sarebbe comodo farci pensare, ma la verità è ben diversa..



LA CANZONE

La canzone descrive i momenti della partenza in quella sera calda di primavera che preannunciava la fine della guerra del golfo persico (il mattino seguente), e fa chiaramente intuire che le cause dell’impatto non sono la nebbia per altro inesistente ne la negligenza del suo comandante Ugo Chessa, 54 anni che, sopra il ponte di comando, controlla tutto con il suo sguardo immobile e afferra forte il timone con le mani, “e nelle mani blocca l’istinto e la fantasia, nessun pensiero alla deriva, il Capitano controlla tutto, perché il mare tutto può portarsi via”.

La vicenda viene raccontata dal punto di vista del Capitano e della Nave che lo osserva e che nel ritornello gli si rivolge prima che “un ombra tagli la strada” alla rotta percorsa quella sera. Non si salverà nessuno.


Musica e testo: Pietro Coccioli

Voce Pianoforte e tastiere: Pietro Coccioli

Chitarre: Domenico Castaldi

Basso: Gigi De Martino

Batteria: Walter Calloni

Percussioni: Giorgio Palombino


Arrangiamenti: Pietro Coccioli e Domenico Castaldi

Registrazione e mix: Danilo Di Lorenzo

Registrazione Voci: Adrea Cataldo

Mastering: Maurizio Biancani (FONOPRINT_BO)


Produttore Artistico: Domenico Castaldi

Produttore Esecutivo: Pietro Coccioli



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mercoledì 16 marzo 2011

PIETRO COCCIOLI: singolo, album e tour

32 OTTOBRE 1986 è l'album d'esordio del cantautore milanese.

Dopo il successo di “Ciao, Come Stai”, “Il Vestito di Alice” è il secondo singolo già in rotazione in 500 radio.

Al via anche il tour.


Il Vestito di Alice” - guarda il VIDEO on YouTube


Una data immaginaria che l’autore sceglie come punto di partenza nel suo viaggio attraverso le canzoni e nel tempo, il disco racconta in otto brani differenti altrettante storie di vita, aneddoti ed episodi che racchiudono ciascuno in sé un elevato potenziale di identificazione.

Il suo primo album s'intitola 32 ottobre 1986. Si ruota intorno al concetto del tempo che passa e che cambia il corso delle nostre vite attraverso piccoli episodi. C'è un forte desiderio di spostarsi nel tempo non solo però per rivivere o ricordare quello che è stato ma per vivere qualcosa di diverso, aggiungere o togliere qualcosa, comunque modificare. Ed è così che si arriva al 32 ottobre, cioè al giorno che non esiste, al giorno in piu, quello ancora da scrivere. Il disco è ispirato al concetto del film Ritorno al futuro.

Le canzoni sono delle istantanee,come fossero le scene di un film dove i personaggi vivono delle cose senza però che traspaia un giudizio morale. Il finale molto spesso è lasciato in sospeso o solo accennato. In questo spazio vuoto è l'ascoltatore che deve scegliere da che parte stare..nei panni di chi si vuole mettere. Il sound è personale e rispecchia la personalità di Pietro, è un pop-rock rotondo, con venature anni 80 dove chitarre e tastiere si fondono e le batterie sono presenti e corpose con la voce che domina su tutto a sottolineare il fatto che il testo, la storia, la narrazione sono le fonti principali da dove nasce l'esigenza di scrivere una canzone, il bisogno di comunicare, di dire qualcosa! Molti, nel disco, gli omaggi e le citazioni alle grandi firme di sempre della tradizione cantautorale italiana quali Francesco De Gregori e soprattutto Antonello Venditti.

Un artista che rivela a tratti una maturità compositiva nuova, fresca, ma con l’occhio rivolto in maniera cosciente e consapevole, e forse anche un po’ riconoscente, agli autori di punta della nostra canzone d’autore, di cui riprende e sviluppa alcune idee.

Pietro Coccioli, grandi maestri, e altrettanti arrangiamenti che rendono perfettamente l’idea di un disco vivo, venato di pop-rock potente e mai invadente, ov’è la melodia a farla da padrone ora con più energia, ora invece con più suadenza e delicatezza, in una magica alchimia di suoni sanguigni come difficilmente oggi se ne sentono, nell’era dell’elettronica, e ancor più a maggior ragione specie nell’opera prima di un giovane ma già promettente cantautore esordiente.

Pietro Coccioli, non solo un cantautore ma anche un artista capace di fare proprie le emozioni degli altri per poi restituirle al grande pubblico e ai legittimi “proprietari” con un pizzico di qualche cosa in più.

Pietro Coccioli cantautore e pianista milanese classe '79

Inizia a suonare il pianoforte all'età di 4 anni ed inizia ad ascoltare i cantautori a 6.

Studia pianoforte classico e armonia; è autodidatta nel canto.

Conseguita la maturità classica incomincia a suonare come pianista e cantante in un noto piano-bar di Milano situato in Brera e diventa un punto di riferimento per il pubblico che lo segue ogni sera per circa 10 anni. Proprio in quegli anni che nascono le sue prime canzoni composte al pianoforte.

Nel 2009 incomincia una collaborazione con Domenico Castaldi e Matteo Cifelli che darà luce al suo primo album 32 OTTOBRE 1986

Ecco le prime date del Tour

5 aprile TORINO lapsus

6 aprile UDINE nofun

7 aprile CUPRA (AP) badbul

8 aprile COSENZA biside

9 aprile SALERNO iroko

10 aprile LIVORNO kingclub



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giovedì 5 agosto 2010

“Ciao Come Stai” è il primo singolo di Pietro Coccioli

La canzone anticipa l’atteso debutto su album del cantautore milanese che si intitola 32 ottobre 1986

Guarda il Video Ufficiali - CLICCA QUI'

La canzone parla di uno stato d'animo nel vivere situazioni nel presente e rivivere con il pensiero diversi momenti della vita passata che lasciano un segno e ci cambiano, attraverso un conflitto interno. Però c’è la voglia però di buttarsi i problemi alle spalle, perché consapevolezza o forse incoscienza insegnano che la vita è questa: un’ altalena tra prendersi quello che si vuole e ottenere quello che c'è.
Il suo primo album s'intitola 32 ottobre 1986, ed è composto da 8 canzoni (di cui è l'autore completo di testo e musica e coarrangiatore insieme al chitarrista e produttore artistico Domenico Castaldi) Si ruota intorno al concetto del tempo che passa e che cambia il corso delle nostre vite attraverso piccoli episodi. C'è un forte desiderio di spostarsi nel tempo non solo però per rivivere o ricordare quello che è stato ma per vivere qualcosa di diverso, aggiungere o togliere qualcosa, comunque modificare. Ed è così che si arriva al 32 ottobre, cioè al giorno che non esiste, al giorno in piu, quello ancora da scrivere. Il disco è ispirato al concetto del film Ritorno al futuro.
Le 8 canzoni sono delle istantanee,come fossero le scene di un film dove i personaggi vivono delle cose senza però che traspaia un giudizio morale. Il finale molto spesso è lasciato in sospeso o solo accennato. In questo spazio vuoto è l'ascoltatore che deve scegliere da che parte stare..nei panni di chi si vuole mettere.
Il sound è personale e rispecchia la personalità di Pietro, è un pop-rock rotondo, con venature anni 80 dove chitarre e tastiere si fondono e le batterie sono presenti e corpose con la voce che domina su tutto a sottolineare il fatto che il testo, la storia, la narrazione sono le fonti principali da dove nasce l'esigenza di scrivere una canzone, il bisogno di comunicare, di dire qualcosa!
Pietro Coccioli cantautore e pianista milanese classe 79
Inizia a suonare il pianoforte all'età di 4 anni ed inizia ad ascoltare i cantautori a 6.
Studia pianoforte classico e armonia; è autodidatta nel canto.
Conseguita la maturità classica incomincia a suonare come pianista e cantante in un noto piano-bar di Milano situato in Brera e diventa un punto di riferimento per il pubblico che lo segue ogni sera per circa 10 anni.
Proprio in quegli anni che nascono le sue prime canzoni composte al pianoforte.
Nel 2009 incomincia una collaborazione con Domenico Castaldi e Matteo Cifelli che darà luce al suo primo album 32 OTTOBRE 1986


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